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nov6Nessun Commento
Gli SSD entrano nei supercomputer. Il San Diego Supercomputer Center ospiterà Gordon, una soluzione per la quale sono stati stanziati 20 milioni di dollari e che raggiungerà 245 TFLOPs di potenza, integrerà 64TB di memoria DRAM, 256TB di memori flash e 4PetaByte di archiviazione (4 quadrilioni di byte di dati).

Il supercomputer Gordon sarà completato nel corso del 2011 e si avvarrà di 32 supernodi basati su piattaforme Intel disponibili in quel periodo (anche gli SSD saranno Intel). Ogni supernodo consisterà in 32 nodi di calcolo, capaci di 240GFLOPs/nodo e con 64GB di memoria DRAM. Un supernodo integra anche due nodi di I/O, con 4 TB di memoria flash ciascuno. Ognuno dei 32 supernodi del sistema, quando legato attraverso una memoria virtuale, ha una potenza di calcolo di 7,7 TF e 10TB di memoria (2TB di DRAM e 8TB di memoria flash). I 32 supernodi di Gordon saranno interconnessi attraversi una rete di InfiniBand, capace di 16Gb/s di bandwidth bidirezionali.
Gordon sarà dedicato a risolvere problemi societari e scientifici.
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nov6Nessun Commento
Apple sta testando un prototipo di iPhone dotato di chip RFID (Radio-Frequency IDentification). Le prime indiscrezioni sono giunte da è Einar Rosenberg, che gestisce il gruppo Near Fiel Communications su Linkedin, e che afferma di averlo saputo da una “fonte molto affidabile”.

La tecnologia RFID permette d’interfagire praticamente con qualsiasi cosa.
Il nuovo iPhone sarebbe dotato di un lettore RFID, “non proprio NFC completo”, ma un gran passo avanti. I primi test, inoltre, avrebbero ottenuto reazioni positive da parte di Apple, e ci sarebbero ragioni per pensare che questa caratteristica sarà presente sul modello definitivo.
Rosemberg poi aggiunge “se lo fa Apple, aspettatevi anche gli altri produttori di telefoni investano sulle tecnologia NFC, se non altro per la sincronia e i servizi”.
Il nuovo iPhone con lettore RFID è quindi in grado di interagire con gli oggetti al quale lo si avvicina, e ha le potenzialità per trasformarsi in un dispositivo ancora più flessibile. Lo stesso vale per altri smartphone che integrino la tecnologia NFC, che però al momento non è ancora decollata. Questa scelta, tra l’altro, è del tutto coerente con alcuni brevetti che Apple ha depositato qualche tempo fa.
Potete trovare una descrizione più dettagliata del progetto a questo indirizzo.
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nov6Nessun Commento
Google ha presentato un nuovo servizio interamente rivolto agli utenti. Dashboard è un nuovo pannello di controllo che riassume tutti i servizi e tutti i dati che Google ha salvato sui propri utenti.

Google Dashboard permette di vedere in una unica schermata i servizi a cui ognuno dei propri utenti è iscritto, ovvero: Gmail, Contatti, Cronologia Web, Google Account, Google Calendar, Google Documenti, Google Reader ed iTalk.
Gli utenti che hanno un account su Google apprezzeranno poi il menù testuale presente accanto ad ogni servizio a cui si è iscritti tramite cui accedere direttamente alla gestione dei documenti, dei dati sensibili ed alle norme sulla privacy.
Occorre specificare però che sino ad oggi tali menù erano già raggiungibili attraverso ogni singolo servizio a cui si era iscritti, il merito che va attribuito a Google Dashboard è quello di aver reso più intuitiva la gestione dei propri dati personali sparsi per la rete e la loro modifica ed eliminazione.
La nuova funzione è stata accolta positivamente e va nella direzione, più volta chiesta anche dalla Commissione Europea, di una maggiore trasparenza nella gestione dei dati personali.
Per approfondimenti -
nov6Nessun Commento
Dragon Age: Origins è finalmente disponibile nei negozi italiani, ma da qualche giorno negli Stati Uniti si parla di fastidiosi crash con Windows 7. Una doccia fredda, insomma, per tutti gli appassionati di giochi di ruolo che hanno atteso a lungo l’epico titolo Bioware.
Tutte le recensioni delle riviste specializzate statunitensi hanno promosso a pieni voti il gioco, ma nei forum si sta diffondendo a macchia d’olio il timore che Windows a 64 bit sia incompatibile. In verità, alcuni utenti avrebbero ravvisato gravi artefatti grafici e crash di sistema poco dopo il raggiungimento della locazione di Ostagar – all’inizio dell’avventura.
Qualcuno sostiene anche che siano le schede video in configurazione SLI a dare problemi, ma è probabilmente l’indicazione meno condivisa. Bioware non ha ancora diramato un comunicato ufficiale al riguardo, ma è prevedibile che con una patch si possa risolvere ogni cosa.
Si tratta senza dubbio di un incidente di percorso che però potrebbe indisporre non poco i migliaia di appassionati: 54,90 euro per la versione PC non sono una bazzecola.
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nov1Nessun Commento
La Rete ha compiuto 40 anni, il 29 ottobre del 1969 venne infatti inviato il primo messaggio tramite Arpanet (la forma primordiale dell’attuale Internet); quella che probabilmente è stata la più grande rivoluzione del secondo dopoguerra nacque in un laboratorio universitario californiano.
La prima parola che avrebbe dovuto essere inviata tramite la Rete fu “Login”, a digitare e trasmettere le prime due lettere di questo termine fu il Professor Leonard Kleinrock; il sistema si bloccò e i destinatari, situati a 500 Km di distanza, ricevettero un messaggio che conteneva soltanto “Lo”.
Fortunatamente il Professor Kleinrock non si arrese dopo l’insuccesso iniziale, l’esperimento fu infatti ripetuto un’ora più tardi e il messaggio arrivò a destinazione integralmente; era nata Internet e ancora non si prevedevano gli effetti di questa rivoluzione.
Originariamente Arpanet era una rete di computer realizzata nel lontano settembre del 1969 dall’agenzia Arpa (Advanced Research Projects Agency) all’interno di progetto del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.
Che dire… buon compleanno internet
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ott22Nessun Commento
A seguito di un prolungato periodo di sospensione del servizio di Apple Store nel corso del pomeriggio della giornata di ieri Apple ha lanciato molti nuovi prodotti che vanno ad aggiornare le linee di sistemi iMac, MacBook e Mac mini. Oltre ai nuovi sistemi Apple ha lanciato anche un nuovo mouse, che si fregia dell’appellativo Magic Mouse e guadagna le tecnologie multitouch. In maniera meno eclatante Apple ha inoltre aggiornato anche i prodotti della linea Time Capsule, Airport Extreme e il piccolo telecomando Apple remote.
Analizziamo
Da tempo circolavano rumors sulla possibilità che il Mighty Mouse di Apple fosse destinato alla pensione per cedere il posto ad un nuovo modello di mouse. Rumors che di fatto sono stati confermati nel corso della passata settimana con la registrazione della documentazione tecnica presso la FCC statunitense.

Il veterano Mighty Mouse lascia così il posto a Magic Mouse, una periferica di input che diviene il nuovo emblema del minimalismo Apple. Il nuovo mouse è infatti privo di qualsivoglia tasto o rotellina demandando tutte le operazioni di “click” e scorrimento dei documenti ad una serie di tecnologie multi-touch, mutuate da iPhone e iPod touch e dai trackpad impiegati sui sistemi portatili MacBook e MacBook Pro

Magic Mouse opera con due batterie “stilo” AA e dispone di un sistema di gestione dell’energia che disattiva automaticamente il dispositivo quando non utilizzato. Il nuovo Magic Mouse è fornito in bundle con i nuovi sistemi della linea iMac (che vedremo poco oltre) ed è disponibile come accessorio al prezzo di 69,00 Euro.
Al pari del mouse, anche l’aggiornamento della linea iMac era atteso e preannunciato da tempo (avvertiti subito i registrati al sito Apple con un’ eMail). Apple propone due versioni del suo famoso sistema all-in-one che differiscono per le dimensioni dello schermo: 21,5 pollici e 27 pollici. Caratterizzati da un design basato sull’impiego di materiali quali vetro e alluminio, tra le novità dei nuovi sistemi iMac si segnala la presenza di schermi retroilluminati a LED e l’introduzione, solo per alcune configurazioni, dei Processori Intel Core i5 e Core i7.

I nuovi pannelli adottati da Apple sono realizzati con tecnologia In-Plane Switching per una migliore riproduzione cromatica ed un più ampio angolo di visuale, che Apple dichiara essere di 178° sia per il piano verticale, sia per il piano orizzontale. Gli schermi sono caratterizzati da un rapporto di 16:9 e da risoluzioni di 1920×1080 pixel e di 2560×1440 pixel rispettivamente per i modelli da 21,5 e da 27 pollici. La luminosità è di 320 cd/mq per il pannello da 21,5″ e di 375 cd/mq per il pannello da 27″. Non è dichiarato il rapporto di contrasto ne’ il tempo di risposta.
Interessanti novità anche per la linea MacBook, i laptop destinati al pubblico consumer. Con questo aggiornamento Apple presenta un restyling estetico per i modelli realizzati con scocca in policarbonato bianco ed introduce una serie di funzionalità già viste in precedenza all’interno delle soluzioni MacBook Pro in alluminio.

Lo chassis, sempre in form factor da 13,3 pollici, è ridisegnato ed assume forme più morbide; Apple dichiara di aver adottato anche in questo caso uno chassis di tipo “unibody”, seppur realizzato in policarbonato e non in alluminio. La finitura è bianco lucido. Tra le novità del nuovo MacBook si segnala la presenza di un display retroilluminato a LED, l’introduzone del trackpad multi-touch in vetro, la batteria integrata che mette a disposizione un’autonomia operativa finoa 7 ore e la presenza di una guaina antiscivolo sulla superficie inferiore del sistema.
Insomma… un restyling completo!!
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ott22Nessun Commento
(Fonti: me e punto-informatico.it)
Oggi fa il suo debutto nei negozi il tanto atteso Windows 7, un sistema operativo che promette di incarnare ciò che Vista avrebbe dovuto essere fin dall’inizio, migliorando il predecessore in aree quali interfaccia utente, funzionalità, leggerezza e performance. Seven ha l’importante compito di aggiustare, affinare ed eventualmente eliminare tutto ciò che gli utenti non hanno apprezzato di Vista, e di spingere tutti quelli che sono ancora “aggrappati” a Windows XP ad aggiornare i propri PC.
Microsoft è la prima a sostenere che Windows 7 non è un sistema operativo del tutto nuovo, ma un’evoluzione di Vista che tiene conto dei moltissimi feedback fin qui ricevuti dall’utenza internazionale. Un’evoluzione che porta tuttavia con sé decine di nuove API e molte migliorie, incluso il supporto nativo ai dispositivi touch screen, all’utilizzo delle GPU come unità di calcolo general purpose (GPGPU), alla virtualizzazione e ai dischi virtuali (VHD), ai sensori biometrici, ai ricevitori GPS ecc. Windows 7 dovrebbe migliorare poi le tecnologie di riconoscimento della voce e della scrittura, ridurre significativamente i tempi di avvio, fornire agli utenti una potente shell a caratteri (PowerShell 2, assente nelle edizioni Home), e rendere il sistema operativo ancora più modulare e configurabile.Uno degli obiettivi del nuovo Windows è poi quello di sfoltire, almeno in parte, le applicazioni integrate nel sistema rimpiazzandole con le equiparabili versioni Live. In particolare, si parla di Windows Mail, Windows Photo Gallery e Windows Movie Maker: chi vuole utilizzarle può scaricarle gratuitamente da download.live.com (link incluso anche nel sistema operativo).
Se Windows Vista è stato considerato da molti utenti come una sorta di “strappo”, un tentativo “maldestro” di innovare Windows senza tenere conto degli effetti collaterali, Seven è stato concepito da Microsoft come l’ago e il filo che ricuciranno tale strappo e renderanno il passaggio dal vecchio al nuovo meno incerto e traumatico. Rispetto a Vista, Windows 7 promette di essere più compatibile con le applicazioni del passato, meno esoso di risorse e più maturo, e questo anche grazie ad una serie di tool e servizi di contorno studiati per aiutare gli utenti a migrare verso il nuovo sistema operativo e a risolvere gli eventuali problemi di compatibilità rimasti insoluti.
È noto come uno dei maggiori problemi di Windows Vista, nel periodo di lancio, fu proprio l’incompatibilità con molte applicazioni e periferiche hardware. Questa volta BigM non intende ripetere l’esperienza passata. Sul fronte driver, ad esempio, Windows 7 porta con sé una novità piuttosto importante: un modello di installazione basato su XML che, secondo Microsoft, semplifica la progettazione e la manutenzione dei driver e in particolare il porting di quelli per Vista.
Sempre in tema di retrocompatibilità uno dei tool più importanti, soprattutto in ambito aziendale, è l’XP Mode, una macchina virtuale Virtual PC preconfigurata per far girare un’immagine preattivata di XP all’interno di Windows 7. Grazie all’XP mode, scaricabile gratuitamente come componente extra da qui insieme a Virtual PC, è possibile lanciare un’istanza virtualizzata di Windows XP in pochi secondi e farvi girare tutte le applicazioni non più compatibili con Seven: questo a patto di possedere una CPU che supporti le tecnologie AMD-V o Intel VT e un’edizione di W7 diversa dalle Home.

Va però detto che la migrazione da una precedente versione di Windows rimane un’operazione piuttosto lunga, complessa e delicata, che non sempre porta ai risultati sperati. Molti esperti consigliano agli utenti meno tecnici di non tentare l’aggiornamento di una installazione di Windows XP, specie se questa è piuttosto datata e zeppa di applicazioni e personalizzazioni.
Windows 7 è stato progettato fin dall’inizio per girare sui netbook e per meglio adeguarsi, rispetto a Vista, alle scarse risorse di calcolo e di memoria di tali sistemi. Va ricordato, a tal proposito, come la scarsa propensione di Vista a girare sui mini notebook abbia costretto BigM a mantenere in vita Windows XP Home, tagliandone sensibilmente il prezzo della licenza OEM per fronteggiare la concorrenza di Linux.
Visto il notevole successo riscosso dai netbook negli ultimi due anni, Seven è destinato a giocare anche in questo settore un ruolo cruciale nelle strategie di Microsoft. Tra le migliorie che rendono Windows 7 più adatto ai netbook e, più in generale, ai laptop, c’è la maggior velocità di avvio, sospensione, ripristino e riconnessione alle reti wireless. Microsoft afferma di aver velocizzato anche il riconoscimento e la prima configurazione delle periferiche USB, che ora sono pronte all’utilizzo in pochi secondi.
Ma la vera chiave di volta in questo ambito è data dalla maggior modularità dell’architettura di Windows 7, modularità che si estrinseca sia nelle ampliate possibilità di personalizzazione dei componenti da installare, sia nella capacità del sistema di tenere attivi solo i servizi realmente necessari: ad esempio, se il Bluetooth non è in uso il relativo servizio viene “spento”. Ciò va soprattutto a beneficio della memoria libera, una risorsa particolarmente preziosa nei netbook.
Il nuovo Windows introduce poi il supporto nativo ai display touch screen, una tecnologia che dai tablet PC si sta rapidamente diffondendo anche nel mondo dei netbook e dei nettop. In ambito consumer a beneficiarne sono soprattutto le interfacce media center, prima fra le quali quella integrata in Windows 7.Un’altra tecnologia che con Seven potrebbe raggiungere la sua definitiva affermazione anche in ambito consumer è quella a 64 bit. Microsoft stima infatti che Windows 7 sarà il suo primo sistema operativo desktop le cui copie a 64 bit raggiungeranno, in termini di base installata, quelle a 32 bit.
Il kernel di Windows 7 ha beneficiato di diverse migliorie e ottimizzazioni rispetto a quello di Vista, ed è ora accreditato di supportare al meglio le CPU multicore e il multithreading. In alcuni test condotti da InfoWorld si evince che, in termini di performance pure, Windows 7 non offre nulla in più di quanto offriva Vista: ciò non toglie che, grazie soprattutto alle ottimizzazioni apportare all’architettura, il nuovo sistema operativo appaia più agile e reattivo rispetto al predecessore. Stando ancora a InfoWorld, un campo dove Windows 7 eccelle è quello del risparmio energetico: a parità di configurazione hardware, la nuova versione di Windows assorbe circa il 17 per cento di energia in meno rispetto a Vista SP1, un fattore che va a diretto beneficio dell’autonomia dei notebook.
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ott17Nessun Commento
Uscita la versione 2.1! Dopo qualche ora di lavoro tra codici immagini e traduzioni, sono riuscito anche a farvi l’ eseguibile da installazione, il file di setup in poche parole… arrivederci a tutti!
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ott17Nessun Commento
Eccoci di nuovo sul tema YouTube
Ho già scritto un post su come scaricare video da Youtube, ma se nel caso voi non voleste scaricare alcun programma, c’è un metodo alternativo per scaricarli… cioè seguendo questi semplici passaggi:
1- Andate su YouTube
2- Scegliete un video (in questa guida io scegliero il video Nessuno è perfetto – Gemelli DiVersi )
3- Nel link, al posto di “youtube” scrivete “voobys” (ad es. http://www.youtube.com/watch?v=qSkXkFJNreE diventa http://www.voobys.com/watch?v=qSkXkFJNreE)
4- Nella pagina che vi si apre cliccate sul bottone verde con scritto “Download video”
E scaricate…
Fine!! Ciao a tutti! -
ott13Nessun CommentoeMule è senza dubbio il programma di file sharing più utilizzato al mondo, e si basa come ben sapete sui network eDonkey e Kad.
Server emule
Lista aggiornata a Settembre 2009
clicca qui → 212.63.206.35:4242 – EdonkeyServer No2
clicca qui → 88.191.81.111:1111 – Peerates.net
clicca qui → 89.248.172.54:4500 – Sharing Kingdom 1
clicca qui → 89.248.172.50:4500 – Sharing Kingdom 2
clicca qui → 89.248.172.86:4500 – Sharing Kingdom 3
clicca qui → 89.248.172.90:4500 – Sharing Kingdom 4
clicca qui → 87.230.83.44:4661 – UseNeXT.to
clicca qui → 208.53.131.7:4444 – Sexeandco.com
Potete anche aggiungere liste di server emule tramite file met, potete copiare e incollare in Emule, i link citati qui sotto, cliccando nel menù “Server“ e inserendo a destra nel campo vuoto sotto la voce “Aggiorna server.met da URL”:
Server-met
http://peerates.net/servers.php
http://www.gruk.org/server.met

